Fino a 800 euro di incentivo per il retrofit. La misura riguarda le vetture già circolanti e punta a favorire la conversione dei veicoli più vecchi. Ecco chi può richiederlo e come funziona
Trasformare un’auto già in circolazione da benzina a GPL o metano e ottenere un contributo pubblico per sostenere parte della spesa. È questa la possibilità offerta dal nuovo incentivo per il retrofit GPL/metano, inserito nel piano automotive 2026-2030 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La misura è tornata operativa nel 2026 e prevede un contributo fisso di 400 euro per l’installazione di un impianto GPL e di 800 euro per un impianto a metano. Il bonus non è legato al valore dell’automobile né alla cilindrata: l’importo dipende esclusivamente dal tipo di alimentazione scelta.
Quali auto possono essere trasformate
Il contributo riguarda gli autoveicoli di categoria M1, cioè le normali autovetture, con classe ambientale non inferiore a Euro 3.
L’auto deve essere già immatricolata e non deve essere alimentata, al momento dell’intervento, a GPL, metano o con una doppia alimentazione che comprenda uno di questi carburanti. L’impianto installato deve inoltre essere nuovo di fabbrica e dotato del relativo codice di omologazione previsto dalla normativa italiana o dal Regolamento UN n. 115.
Possono accedere al beneficio sia le persone fisiche sia le persone giuridiche, con l’esclusione delle imprese che esercitano attività di commercio di autoveicoli M1.
Quanto vale il bonus
Il meccanismo è semplice: 400 euro per il GPL e 800 euro per il metano.
Il contributo viene riconosciuto direttamente come riduzione del prezzo pagato dal cliente all’installatore. In pratica, non è il proprietario dell’auto a dover attendere un rimborso successivo: l’installatore applica lo sconto previsto e sarà poi il costruttore dell’impianto a recuperare il contributo attraverso il meccanismo previsto dal programma Ecobonus.
Per fare un esempio, se un impianto GPL e la relativa installazione costano complessivamente 1.464 euro IVA compresa, con il contributo di 400 euro il prezzo finale scende a 1.064 euro. Nel caso del metano, a parità di costo, con 800 euro di incentivo la spesa finale sarebbe di 664 euro.
Quando si può chiedere
Per il 2026 sono ammissibili gli acquisti degli impianti effettuati dal 26 giugno al 31 dicembre 2026, nel rispetto delle condizioni previste dal decreto. L’installazione e il collaudo devono essere effettuati secondo le tempistiche stabilite dalla normativa.
La piattaforma Ecobonus gestita da Invitalia è stata riaperta il 29 luglio 2026 per consentire la prenotazione dei contributi. Per il retrofit è stata prevista una dotazione di 4 milioni di euro per il 2026.
Il programma proseguirà anche negli anni successivi: sono previsti 5 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029 e 1 milione per il 2030, per una dotazione complessiva di 20 milioni di euro nel quinquennio.
Come ottenere il contributo
La procedura non viene gestita direttamente dal proprietario dell’auto attraverso una domanda autonoma. È l’installatore autorizzato a effettuare la prenotazione sulla piattaforma Ecobonus.
Tra i documenti necessari figurano il documento di identità dell’acquirente, l’ordine di acquisto dell’impianto, la carta di circolazione precedente alla trasformazione, quella successiva al collaudo e la fattura relativa all’acquisto e all’installazione. Quest’ultima deve indicare espressamente il contributo statale applicato come sconto.
La scelta dell’officina diventa quindi fondamentale: l’installatore deve possedere i requisiti previsti dalla normativa e l’impianto deve essere omologato e conforme alle disposizioni richieste.
