Dal 6 ottobre cambia il meccanismo con cui lo Stato interviene sul prezzo del gasolio. Termina il taglio fisso delle accise e debutta il sistema delle accise mobili: lo sconto, d’ora in avanti, sarà legato all’andamento dei prezzi e dell’IVA.
Per gli automobilisti italiani si apre una nuova fase sul fronte dei carburanti. Da domani, 6 ottobre, termina infatti l’attuale riduzione fissa delle accise sul gasolio e prende il via il meccanismo delle cosiddette accise mobili. Una modifica che potrebbe avere effetti sul prezzo del diesel alla pompa, anche se l’entità dell’eventuale intervento dello Stato dipenderà dall’andamento dei prezzi e dalle maggiori entrate IVA generate dal caro-carburanti.
Cosa cambia per benzina e diesel
Finora il governo è intervenuto sul gasolio attraverso una riduzione fissa dell’accisa. Nelle ultime settimane lo sconto era stato progressivamente ridimensionato fino ad arrivare a circa 6,1 centesimi di euro al litro, IVA compresa. Con la scadenza della misura, questo taglio non verrà più applicato automaticamente.
Al suo posto entra in funzione il sistema delle accise mobili. Il principio è diverso: quando l’aumento del prezzo dei prodotti petroliferi determina maggiori entrate per lo Stato attraverso l’IVA, una parte di questo extragettito potrà essere destinata alla riduzione delle accise.
Come funzionano le accise mobili
Il meccanismo nasce con l’obiettivo di rendere l’intervento pubblico più flessibile nei periodi caratterizzati da forti aumenti dei carburanti.
Se, per esempio, il prezzo del petrolio cresce e il costo del diesel alla pompa aumenta, lo Stato può incassare più IVA perché l’imposta viene calcolata sul prezzo del carburante. Una parte di queste maggiori entrate può quindi essere utilizzata per ridurre successivamente le accise, contribuendo a contenere il prezzo finale per il consumatore.
La conseguenza è che l’ammontare dello sconto non è stabilito in anticipo. Saranno i dati sulle entrate fiscali e sull’andamento dei prezzi a determinare la possibilità e l’entità di nuovi interventi.
Quanto potrebbe costare il diesel
La fine dello sconto fisso, in assenza di altri interventi, comporterebbe un aumento rispetto al prezzo che sarebbe stato applicato mantenendo invariata la precedente agevolazione.
Non è però possibile stabilire oggi quale sarà il prezzo definitivo alla pompa nelle prossime settimane. Il nuovo sistema, infatti, non prevede uno sconto automatico di importo predeterminato. L’eventuale intervento sulle accise dipenderà dall’extragettito IVA e dalle condizioni previste dal meccanismo introdotto dal governo.
Per questo motivo, l’entrata in vigore delle accise mobili non equivale automaticamente a un determinato aumento o diminuzione del prezzo del diesel.
Cosa devono aspettarsi gli automobilisti
La data del 6 ottobre segna dunque il passaggio da un taglio fiscale fisso a un sistema variabile. Per chi utilizza quotidianamente l’auto, il risultato concreto dipenderà soprattutto dall’evoluzione del mercato petrolifero e dall’eventuale attivazione degli interventi sulle accise.
Il governo, attraverso il nuovo meccanismo, punta a utilizzare una parte delle maggiori entrate IVA generate dall’aumento dei prezzi per attenuare eventuali nuovi rincari. Ma, a differenza del precedente sconto, non sarà possibile considerare garantito un risparmio fisso per ogni litro di carburante acquistato.
