Nuova fiammata per i prezzi dei carburanti in Italia. Benzina e gasolio continuano a salire e il diesel in autostrada sfiora ormai quota 2,40 euro al litro. Intanto si riduce progressivamente lo sconto sulle accise e il Governo prepara le prossime misure contro il caro-carburanti.
La corsa dei prezzi alla pompa non si arresta. Gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy confermano un nuovo incremento sia sulla rete stradale ordinaria sia sulle autostrade.
Secondo l’aggiornamento del 18 settembre 2026, il prezzo medio nazionale in modalità self service è salito a 2,149 euro al litro per la benzina, contro i 2,143 euro del giorno precedente. Ancora più significativo il movimento del gasolio, arrivato a 2,294 euro al litro, rispetto ai 2,266 euro precedenti.
Diesel a 2,375 euro in autostrada
È soprattutto il dato relativo alla rete autostradale a fotografare la pressione sui prezzi. Il self service della benzina si attesta mediamente a 2,241 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge 2,375 euro al litro.
In un solo giorno, il diesel autostradale è aumentato di quasi tre centesimi, passando dai 2,346 euro del precedente rilevamento ai 2,375 euro del 18 settembre. La benzina è invece salita da 2,236 a 2,241 euro al litro.
La soglia dei 2,40 euro al litro è quindi ormai molto vicina per il gasolio venduto in autostrada. Non significa, però, che il prezzo medio nazionale abbia già raggiunto tale livello: il dato MIMIT resta a 2,294 euro sulla rete ordinaria e a 2,375 euro sulla rete autostradale.
Il fattore accise pesa sul diesel
A incidere sull’evoluzione dei prezzi c’è anche la progressiva riduzione dello sconto sulle accise applicato al gasolio.
Il Governo ha infatti prorogato l’intervento, ma con uno sconto ridotto rispetto ai 17,1 centesimi al litro precedentemente applicati. La nuova misura prevede una riduzione di 12,2 centesimi fino al 25 settembre e successivamente di 6,1 centesimi fino al 5 ottobre.
Dal 5 ottobre è previsto il ricorso al meccanismo delle accise mobili, mentre resta aperto il confronto sulle ulteriori misure di sostegno per famiglie, lavoratori e categorie maggiormente esposte all’aumento dei costi energetici.
Prezzi in forte aumento nelle ultime settimane
L’attuale livello dei carburanti è il risultato di una crescita progressiva registrata nelle ultime settimane. A metà settembre la benzina aveva già superato quota 2,10 euro al litro sulla rete ordinaria, mentre il gasolio si era portato oltre i 2,20 euro.
Il confronto con la fine di febbraio rende ancora più evidente l’aumento. Secondo i dati riportati dall’ANSA, il 27 febbraio la benzina self service sulla rete ordinaria costava mediamente circa 1,67 euro al litro, mentre il gasolio si attestava intorno a 1,72 euro.
Cosa può succedere adesso
Il mercato resta quindi sotto pressione e l’evoluzione dei prezzi nelle prossime settimane dipenderà dall’andamento delle quotazioni petrolifere, dal costo dei prodotti raffinati e dalle politiche fiscali adottate in Italia.
Sul fronte interno, il progressivo ridimensionamento dello sconto sulle accise rischia di riflettersi ulteriormente sul prezzo finale del diesel, mentre il Governo punta sul meccanismo delle accise mobili per attenuare l’impatto di eventuali nuovi rialzi.
Per gli automobilisti la situazione resta dunque particolarmente delicata: il gasolio in autostrada è già a 2,375 euro al litro e la soglia dei 2,40 euro è a pochi centesimi di distanza, mentre anche la benzina continua a muoversi sopra i 2,20 euro sulla rete autostradale.